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Tipologia e Produzione: Dolce di origine popolare a
base di fichi secchi, mandorle o noci e scorze d'arancia. I fichi, qualità
"dottato", raccolti nel vallo cosentino ed essiccati sui graticci nel
mese di agosto vengono aperti, senza staccare il picciolo, e farciti con mandorle
o noci e scorze d'arancia. Quattro fichi vengono sovrapposti l'uno sull'altro
e chiusi a forma di croce, dopo la pressatura vengono disposti in teglie di latta
e cotti al forno. L'ultima fase che precede il confezionamento è l'aromatizzazione
con un preparato di casa Colavolpe che ne esalta il profumo e la morbidezza.
Uso gastronomico:
Il loro uso oggi è legato prettamente al periodo autunnale, con una punta
di massimo consumo durante le festività Natalizie. Il fico viene consumato
a fine pasti come dolce tipico, oppure offerto singolarmente, si può accompagnare
ad un vino passito o ad un liquore tipo grappa o cognac.
Curiosità:
Il nome crocetta nasce dalla forma di croce che assumono i quattro fichi dopo
la farcitura e la pressatura. Un tempo e fino al dopoguerra per le genti di campagna
era un alimento che non poteva mancare nella dispensa delle conserve ed usato
dall'autunno alla primavera. Le crocette venivano mangiate in sostituzione del
pane o di altri alimenti che allora scarseggiavano.
Le Crocette
Fichi cotti al forno e farciti di mandorle
o noci e scorze d'arancia |
Crocette alla mandorla GR. 500
Crocette alla mandorla GR. 500 in cestino tipico
Crocette alla mandorla GR. 750
Crocette alle noci GR. 500
Crocette alle noci GR. 750
Crocette della Nonna Giulia GR. 500 (farcite con zucchero
e cannella) |
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| Altre Foto |
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