Virgole del Sole al Cedro - 200g

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Virgole del Sole al Cedro - 200g

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Virgole del Sole - Cedro
Filetti di scorza di cedro "Diamante” canditi e ricoperti di cioccolato fondente extra
Peso Netto: 200g

Dettagli

Filetti di scorza di cedro di Diamante canditi e ricoperti di cioccolato fondente extra

Ingredienti: Scorza di cedro "Diamante" candita 70% min. (scorza di cedro, sciroppo di glucosio-fruttosio, saccarosio, correttore di acidità: acido citrico. Estratto di cartamo ). Ricopertura con cioccolato fondente extra - cacao 72%min - 30%min. (pasta di cacao, zucchero, burro di cacao. Emulsionante: lecitina di soia. Estratto di vaniglia).

“Prodotto in uno stabilimento che utilizza anche frutta a guscio, latte, solfiti, sesamo, uova, glutine e soia

Ulteriori informazioni

Produttore No
Curiosità La coltura di un frutto sacro dalle eccellenti caratteristiche organolettiche: il Cedro Per i cedricoltori, la fioritura primaverile, quella che esplode nei campi tra aprile e giugno, è sempre una meraviglia e il visitatore che la osserva per la prima volta è conquistato dalla suggestione del luogo, dai fiori bianchi con contorni violacei e dall'odore dolce e agre che si spirgiona lungo i filari. Risalendo la costa tirrenica, da Cetraro a Diamante fino ad arrivare a Santa Maria, le piantagioni sono allineate a pochi passi dal mare, nel mezzo delle vallate attraversate da rivoli e fiumare. Il frutto non ama il freddo e per maturare ha bisogno di temperature miti, al riparo da venti forti o sciroccosi e da gelate. Il particolare microclima e le esclusive condizioni del terreno fanno sì che il cedro attecchisca solo in questa parte del mondo. Nella zona dell’alto tirreno cosentino, uno dei più incantevoli litorali d’Italia, cresce “il frutto dell’albero più bello”: Perì ‘etz adar,dicono gli ebrei. Citato per ben settanta volte dalla Bibbia, è per la religione ebraica, il frutto più prezioso. Non è un caso se i rabbini di tutto il modo, ogni estate, tra luglio e agosto, si danno appuntamento proprio a Santa Maria del Cedro. E insieme ai contadini del posto selezionano ad uno a uno i cedri migliori per la festa delle Capanne (Sukkoth). La Calabria dei contadini delle mani callose, della comunità greco-ortodosse e dei santuari cristiani che si specchiano nel mare si scopre ancora più multiculturale. Crocevia di popoli e culture. Secondo un’antica tradizione israelita fu Dio stesso a indicare a Mosè, durante l’esodo del popolo ebraico verso la Terra Promessa, il cedro (etròg) come una delle quattro piante da utilizzare in occasione della celebrazione religiosa dei Tabernacoli o delle Capanne. Da allora, ogni anno ad ottobre, gli ebrei obbediscono a Mosè. Per una settimana allestiscono capanne nei giardini o sui balconi, vivono all’aperto. Nei sette giorni, ad eccezione del sabato, portano nella mano destra un ramo di palma assieme a due di salice e tre di mirto e nella sinistra un piccolo cedro. Il popolo ebraico – raccontano le fonti – ovunque è passato, dovunque si è fermato – nella sua millenaria diaspora, ha sempre portato con sé questo frutto sacro. Per questo non è difficile concordare con chi ritiene che siano stati proprio gli ebrei a diffondere nel mondo la coltura di questa pianta che avevano già conosciuto gli egiziani. Ma il frutto usato nel rito deve essere perfetto come indicato dai testi rabbinici. Nessuno stupore, dunque, se arrivato il momento della raccolta, sono i sacerdoti ad affiancare i contadini del luogo per assicurarsi che il cedro non provenga da pianta innestata e sia perfettamente sano: non maculato e senza rugosità. Una ricerca minuziosa e attenta a cui i rabbini si dedicano personalmente fin dalle prime ore del giorno. Sono i contadini, però, che hanno l’onere e l’onore di raccogliere il frutto dalla pianta. Una raccolta faticosa che avviene stando sempre in ginocchio perché le piante sono basse e le spine dei rami acuminati. Il raccolto, come vuole la tradizione, è anche un momento di festa che richiama curiosi e turisti. Un rituale che la Calabria, terra aspra, profumata come i suoi agrumi ha l’obbligo di condividere e promuovere. Il cedro non solo come coltura, dunque, ma anche come elemento di condivisione tra religioni differenti: quella cristiana e quella ebraica, tra popoli distanti e culturalmente diversi. Oltre al mondo ebraico, la raccolta è destinata alle aziende di trasformazioni e il frutto viene impiegato per la produzione di liquori, canditi, confetture, dolci, gelati, sorbetti. Il cedro è anche apprezzato per le caratteristiche organolettiche che ne fanno un agrume dalle particolari proprietà antiossidanti. Un potente alleato contro l’invecchiamento e per il benessere fisico le cui caratteristiche in ambito farmaceutico erano già note all’autorevole scuola medica salernitana tra l’XI e il XII secolo.

Informazioni Nutrizionali

Informazioni Nutrizionali Per 100g
Valore Energetico 396 Kcal / 1665 Kj
Grassi
di cui grassi saturi
12g
7.3g
Carboidrati
di cui zuccheri
66g
19g
Fibre 2.5g
Proteine 3.9g
Sodio 0.31g

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